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Intervista a Will Smith

Hey Will, com’è stato filmare il Principe di Bel Air? OK, battuta stupida ma la dovevo fare per forza, scusami. Dopodichè, tornando a noi: parlaci un po’ della tua carriera: come ha fatto un tipo inglese come te che proviene da un paese senza montagne a diventare un rider come lo sei tu ora?

Sì, le cose sono un attimo difficili quando vuoi imparare ad andare in snowboard ma cresci in un posto senza montagne o senza neve. Quando ho iniziato c’era solo un posto indoor a Tamworth. In tutto il resto della Gran Bretagna si girava solo su snowflex o dendex. Non era poi così male alla fine perchè vivevo in un posto che era veramente vicino a una pista sintetica e son stato fortunato ad avere genitori che mi hanno supportato sin dall’inizio e mi hanno portato in quel posto tipo cinque giorni a settimana per i miei primi due o tre anni di snowboard. Inoltre dove sono cresciuto ha un’altitudine piuttosto elevata, così abbiamo un po’ di centimetri di neve durante l’inverno per un paio di giorni ma niente di che, si scioglie in fretta.

E così quindi le piste sintetiche e i palazzetti snowdome son posti in cui uno diventa una macchina da rail?

Per girare bene sulle piste sintetiche devi essere veramente capace e avere un ottimo controllo delle lamine – solo così fai delle belle curve. Inoltre ciò ti dà la tecnica giusta per girare sui salti, infatti se dai un occhio a come vanno in tavola i rider inglesi più bravi, vedi che sono quelli che escono meglio dal kicker, con tavola piatta e un ottimo pop. Non vedi niente di quella merda tipo pre-carving haha. Son cresciuto con Jamie Nicholls e Andy Nudds e Matt Macwhirter e tantissimi altri, e questi rider hanno tutti un pop incredibile sui salti e possono girare frontside dalle punte come non avete mai visto fare ad altri. Per quanto riguarda i rail, ne avevamo uno bello lungo tipo gas pipe ma si muoveva un po’ e quindi non era proprio quello più adatto. I palazzetti indoor sono sicuramente ottimi per imparare tutti i trick che vuoi sui rail. Dicendo questo so anche che si perde un po’ il lato dell’imparare a snowboardare in maniera corretta. Vedo spesso ragazzini che girano indoor una marea di trick impossibili sui trick, poi li porti in montagna e non sono capaci di girare veloci in tavola.

È per questo che sei diventato bravissimo in street?

Non direi che è per quello, ma girare nelle condizioni delle piste sintetiche sicuramente ti prepara ad affrontare le in-run più sketchy oppure per quando non hai abbastanza velocità. Ma alla fine fai quello che devi fare, è solo snowboarding. L’unica differenza è che in street hai pur sempre la neve (il più delle volte haha), e ciò è un bonus per me – girare su della neve vera all’aperto e non al chiuso come in un frigorifero.

Qual è la cosa più figa dell’essere un rider street e quella negativa?

La cosa più cool è quando devi filmare una parte video e puoi scegliere il tuo spot preferito, i tuoi trick e puoi veramente esprimere il tuo snowboarding nella maniera in cui vuoi tu. Se lavori bene e tanto, hai pazienza nel cercare gli spot giusti, allora puoi costruire la tua parte pezzo per pezzo durante l’inverno. È bello ma c’è sicuramente un lato negativo, cioè che così facendo non riesco a godermi la montagna come vorrei. Quest’anno ho provato a scegliermi gli spot un po’ più in montagna e meno in città. Non è altrettanto figo il fatto che a volte veniamo cacciati da alcuni spot dove non sarebbe in realtà un problema girarci, poi cose come la pioggia, la mancanza di neve durante i viaggi… tutto ciò rende lo street molto difficile ma alla fine si trova sempre una soluzione per tutto. Quando dai un’occhiata alle immagini e tu o il tuo amico siete riusciti a portare a casa qualcosa, beh allora ne è valsa la pena. Tutti si mettono in gioco per far sì che le parti video vengano chiuse, dai rider ai filmer ai fotografi.

“le cose sono un attimo difficili quando vuoi imparare ad andare in snowboard ma cresci in un posto senza montagne o senza neve”

“L’anno scorso sono andato a Isalmi, in Finlandia giusto prima di Natale con Postland e c’ero io, Cees Wille, Simon Hound, Artem Smolin e il nostro filmer Tim. Siamo riusciti a portarci a casa tipo due shots al giorno per ogni giorno del viaggio”

Qual è stato il tuo miglior viaggio fin qui?

Forse quello in Giappone con il progetto First Layer l’anno scorso. È riuscito tutto alla grande, la neve era perfetta, gli spot anche, la miglior guida che potessimo avere e una crew fantastica. Nessun stress, molto divertimento e siam riusciti a portare a casa tantissimo materiale e parecchio figo tra l’altro. L’anno scorso sono andato a Isalmi, in Finlandia giusto prima di Natale con Postland e c’ero io, Cees Wille, Simon Hound, Artem Smolin e il nostro filmer Tim. Siamo riusciti a portarci a casa tipo due shots al giorno per ogni giorno del viaggio (dieci giorni). E infatti durante quel viaggio abbiamo fatto alcuni tra gli shots migliori di tutto il video.

Tre rider a cui ti sei sempre ispirato?

Tre sono ovvi per me: Keegan Valaika, Alex Stathis e Louif Paradis. Ma ce ne sono tanti altri come Jake OE, Jed Anderson, Danimals e Jake Kuzyk ma ci sono troppi snowboarders a cui ispirarsi. Mi piace come l’approccio al riding di Louif cambi ogni volta a seconda del video che gira, è un genio. Gli spot che è capace di selezionare, e le cose che ci fa sono pazzesche. Ha un buon occhio per gli spot e per selezionare i suoi trick! Keegan e Stathis sono quelli che più ho guardato quando ero più piccolo. E son tuttora gasatissimo quando vedo delle loro nuove clip. Inoltre tutti i rider che vengono dal Minnesota sono pazzeschi!

Tre video part in street che continui a guardare e ammirare?

Keegan in Givin One/In Colour, Danimals in Mayday, Louif in Deja Vu.

Che direzione sta prendendo il riding in street?

Non ho la più pallida idea in realtà. Non mi faccio coinvolgere da questo genere di dibattiti. Mi piace solo girare in tavola con i miei amici e provare a filmare il meglio che posso. Tutti possono fare quello che vogliono in snowboard.

Cosa ne pensi dei rider di contest e di quelli che a febbraio andranno a fare le Olimpiadi? Le guarderai?

Se avrò tempo, bene, sennò non è un qualcosa che mi interessa particolarmente guardare. Quello che fanno è assurdo e non sarei mai in grado di fare quelle cose, non mi butto a testa in giù fuori da un kicker e quindi bravi loro a spingersi così in là con il loro riding. Non mi interessa moltissimo tutto il resto e non ho una vera e propria opinione a riguardo.

Intendo, c’è un rider in particolare il cui stile comunque ti piace anche se è una macchina da contest?

Ho visto quel tipo che fa dei cork pazzeschi in back 1 e 3 ma non mi ricordo il suo nome. Le sue clip finiscono sempre su Instagram. Non direi che Halldor è una macchina da contest, ma lui sui salti è incredibile. Mikkel Bang una volta girava nei contest, non so bene cosa faccia ora ma mi è sempre piaciuto il suo stile sui salti – la sua parte in “In Colour” era pazzesca.

Con così tanti tagli di budget e di costi, immagino sia figo venire sponsorizzati da un’azienda storica nel nostro mondo e in quello skate come Vans. Senti un po’ di pressione a riguardo?

Son sincero, non dico ciò che sto per dire perchè devo farlo, ma mi piace tantissimo Vans come marchio e come azienda, penso che il brand sia fantastico e le persone che sono coinvolte sono bravissime persone e c’è veramente un family vibe. È da quando avevo 16 anni che sto con Vans e apprezzo tutto il supporto che mi hanno saputo dare in tutti questi anni. E, no, non sento una pressione particolare a girare per Vans. Magari quando mi hanno messo nel team europeo e son partito per il mio primo viaggio in Finlandia allora lì ho sentito una certa pressione, perchè volevo dimostrare qualcosa al team manager Bruno Rivoire e al fotografo Matt Georges. Ma non è una brutta cosa, ora mi sembra solo che lavoriamo tutti insieme, noi rider e Bruno. Il team europeo è veramente buono ora come ora e ciò rende i nostri viaggi insieme ancora meglio, perchè andiamo d’accordo tutti quanti e abbiamo lo stesso mindset.

Cosa ti riserva il futuro?

In questo momento preciso tutto è un po’ per aria, ma andrò a filmare di nuovo con Tim per un nuovo movie Postland e c’è anche qualcosa in lavorazione con Salomon e un progetto con alcuni del nostro team e così vediamo come butta insomma. Vorrei girare in montagna per più di una settimana.

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