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WEB EXCLUSIVE: LOUIF PARADIS INTERVIEW

Ciao Louif, com’è stato vincere il titolo di Rider of the year nel 2017?
Pazzesco, non avrei mai pensato di poterlo vincere. E quando ho sentito il mio nome ci sono rimasto. Ha veramente un grande significato per me sapere che i migliori riders apprezzano quello che faccio.

Cosa rende speciali i riders del Quebec, in confronto con i Nord Americani, lingua a parte..
Beh la lingua comunque ci isola dall’esterno e ci unisce come comunità di riders. Ma la differenza maggiore la fa il contesto e il territorio.. Le nostre montagne sono piccole, gli inverni lunghi e abbiamo neve nelle strade, cosa che rende estremamente accessibile lo snowboarding. Urban in special modo. Siamo tutti cresciuti con il naso premuto sul finestrino dell’auto dei genitori a guardare gli spot innevati ed immaginarci i tricks.

Com’è stato viaggiare con Toni (Kerkela) e Marco (Morandi) per realizzare Focus?
Mi hanno contattato per venire a girare in Quebec e mi hanno chiesto se volevo far parte del progetto. All’inizio ero un pò scettico perchè i migliori spot in Quebec sono già stati filmati centinaia di volte ed hanno una storia alle spalle. Se ne possono trovare di nuovi ma diventa sempre più dura. Specialmente se si ha poco tempo. Ma con Toni è stato facile perchè vede tutto con una prospettiva diversa e vede spot che nessuno ha mai notato prima. E’ stato davvero bello girare con loro e riscoprire la mia città ancora una volta.

“Siamo tutti cresciuti con il naso premuto sul finestrino dell’auto dei genitori a guardare gli spot innevati ed immaginarci i tricks.”

La tua focalizzazione sul filming è incredibile. Il tuo ultimo progetto – Beacon – non era solo un movie sullo street riding, ma una visione futuribile di esso. Qual’è il futuro dello street ora, dopo Beacon?
Il futuro dello street sarà influenzato da molte persone. Ma per quanto mi riguarda sarà trovare buona velocità e flow per fare linee. Mi piacciono gli spot che paiono non desiderare altro di essere raidati. Mi piace molto di più uno street che richieda interpretazione e curve che trick dopo trick.

Hai viaggiato molto per filmare: qual’è a tuo avviso lo spot migliore e più sottostimato che hai avuto occasione di visitare sino ad ora?
Le strade di Kamchatsky sono veramente meravigliose. Così tanti edifici e rail. Spero di trovare altri posti come quello.

Sei sempre rimasto abbastana focalizzato sullo street, sin dall’inizio della tua carriera.. Hai mai pensato di passare a terreni meno pericolosi come il backcountry or regalarti due linee in AK?
Ho già fatto backcountry ed heli trips in passato. Sono stato ben due volte in un anno in AK, con Bode Merill e Hans Midnich. Non abbiamo trovato condizioni ottimali ma siamo tornati a casa con un po’ di materiale. Il discorso è che io sono nato con lo street riding, e il big mountain è qualcosa che devo imparare a fare e non mi va di essere filmato alle prime esperienze. In street so quello che faccio, in backcountry l’opposto. Il meglio sarebbe combinare backcountry e street. Ed idealmente è quella la direzione che vorrei prendere. Ma non chiudo la porta in faccia ad eventuali heli trip, è forse la cosa più bella ma è pericolosa e io sono ancora inesperto.

Sei con Salomon da un pò di stagioni ormai ed ultimamente il team si sta rinnovando con nuovi talenti pazzeschi. Hai girato con alcuni di loro? E chi ritireni davvero speciale?
Ho viaggiato con Tommy (Gesme) ultimamente quindi parlerò di lui. Penso abbia davvero un ottimo senso estetico e sa quello che vuole; l’ho visto davvero sul pezzo con il suo progetto “Blender” e io sono un suo grande fan. E’ bellisimo vedere giovani con talento e voglia di fare come lui nello stesso team. Il lato negativo è che mi fanno sentire tanto vecchio ah ah.

Rivelaci i tuoi progetti per l’inverno in corso..
Non posso ancora dirlo con certezza perchè stiamo decidendo proprio ora, ma posso dirti che vorrei concentrare le mie forze in un solo progetto principale anzichè tanti piccoli edit. Farò comunque alcuni side project, ma mi concentrerò su uno principalmente.

“Il discorso è che io sono nato con lo street riding, e il big mountain è qualcosa che devo imparare a fare e non mi va di essere filmato alle prime esperienze. In street so quello che faccio, in backcountry l’opposto. Il meglio sarebbe combinare backcountry e street. Ed idealmente è quella la direzione che vorrei prendere.”

Un’ultima domanda bella densa: cosa ne pensi dello snowboarding moderno, in confronto a quello di fine anni 90 – inizi 2000 e di contro cosa rende lo snowboardign moderno così speciale?
Mi manca la frenesia che si provava ogni volta che si attendeva l’uscita di un nuovo video e che si andava alle premier, oppure ci si trovava a casa di un amico a guardare la VHS o più tardi il DVD. Ora è tutto su instagram già prima che il video esca. Tutto questo mi manca un sacco. C’è talmente tanta roba online che quello di qualità si mischia con quello mediocre, rendendo tutto noioso e fastidioso.

D’altro canto i materiali hanno raggiunto livelli qualitativi veramente eccellenti: le tavole sono leggere, resistenti e performanti, gli attacchi confortevoli e finalmente l’outerwear ci tiene caldi e asciutti. E questo è veramente un bene!

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