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TAKU MOVIE INTERVIEW

Oggi Sequence Magazine inaugura un nuovo capitolo della sua storia, caratterizzato da un taglio più maturo ai propri contenuti ed una apertura ad argomenti e realtà in qualche modo connesse al nostro quotidiano. La recente scomparsa di Ben Reamers ha riacceso i riflettori su un fenomeno globale che minaccia i giovani, fino ad intaccare il mondo apparentemente incantato e felice dei board sport, ma che alla fine non si è dimostrato immune dai problemi generazionali. Siamo abituati a vedere volti sorridenti anche dopo cadute o infortuni, tour con amici pieni di esperienze e divertimento, ma dietro all’apparente felicità talvolta si nascondono drammi e problemi veramente grandi. Dopo aver stravinto il film contest al SSFF 2018 ed aver collezionato premi ad altre rassegne in giro per il mondo, il film che gli amici della Chef Family hanno dedicato a Takuya Kirchmayr Nei è tornato in patria ed è ora scaricabile da diverse piattaforme digitali. Abbiamo approfittato dell’occasione per fare due chiacchiere con la Chef Family in merito al progetto, alla leggenda di Taku ed ai demoni interiori.

Ciao, doveroso cappello introduttivo: chi era Taku?

Takuya Kirchmayr Nei era un grande amico, uno skateboarder OG, un abilissimo sushi chef, un forte guerriero, un instancabile viaggiatore, un marito ed un padre. In una parola, una leggenda.

Il film, il dipinto, la celebrazione lasciano intendere che Taku fosse davvero speciale e caro ai membri della Chef Family: cosa lo rendeva assolutamente unico?

Taku era sempre in giro per il mondo, e quindi ogni volta che tornava a casa era sempre festa per tutti noi. Portava con sé tanti racconti ed un bagaglio di esperienze uniche.

Questo valeva per la nostra family, come per tante altre crew sparse per il mondo, che avevano preso a cuore questo ragazzo giapponese. Alle volte timido, alle volte eccentrico ma sempre di grande compagnia e appassionato di skateboarding.

Ogni volta che tornava alla sua hometown Miyazaki, o che andava a Sydney o che rincasava nella sua amata stazione centrale di Milano, aveva sempre amici pronti ad accoglierlo.

Words by: Matteo Rossato
Photos by: Chef Family

Taku era sempre in giro per il mondo, e quindi ogni volta che tornava a casa era sempre festa per tutti noi. Portava con sé tanti racconti ed un bagaglio di esperienze uniche.

Ci raccontate brevemente come le vostre strade si sono incrociate?

La Stazione Centrale è stato il luogo dove tutti hanno conosciuto Takuya.

Spot dove ogni giorno si incontrano skaters da diverse paesi, città e nazioni e dove si formano crew e amicizie che durano anni. Lui era per tutti un local, presente sin dai primi anni 2000 e con footage nei video di diverse crew, come in SpaghettoChild 2, “Why Be Something That You Are Not?

Passiamo al film: la scrittura è veramente eccellente. Il parallelo con la storia del guerriero calza davvero a pennello: è stata inventata di sana pianta o è una vera leggenda che casualmente si adattava al percorso di Taku?

Ti ringraziamo, la scrittura è stata interamente sviluppata da noi, ripercorrendo la vita di Takuya. Abbiamo raccontato la sua leggenda, visualizzandola con l’immaginario di un guerriero samurai della tradizione giapponese, suo paese natale.

Dai suoi viaggi, alle sue amicizie e connessione nel mondo, sottolineando il suo stile e carattere, fino ad arrivare alla sua lotta interiore.

Abbiamo voluto raccontare una storia, che si possa tramandare di padre in figlio. Una storia che faccia riflettere sul fatto che ognuno di noi è in lotta con i propri “demoni”.

Siamo costantemente in guerra con noi stessi, ed è importante lottare contro questi demoni per non farli diventare troppo grandi, parlare con amici e parenti, poiché questi pensieri e paure non prendano mai il sopravvento.

Abbiamo voluto raccontare una storia, che si possa tramandare di padre in figlio. Una storia che faccia riflettere sul fatto che ognuno di noi è in lotta con i propri “demoni”.

Passiamo al film: la scrittura è veramente eccellente. Il parallelo con la storia del guerriero calza davvero a pennello: è stata inventata di sana pianta o è una vera leggenda che casualmente si adattava al percorso di Taku?

Ti ringraziamo, la scrittura è stata interamente sviluppata da noi, ripercorrendo la vita di Takuya. Abbiamo raccontato la sua leggenda, visualizzandola con l’immaginario di un guerriero samurai della tradizione giapponese, suo paese natale.

Dai suoi viaggi, alle sue amicizie e connessione nel mondo, sottolineando il suo stile e carattere, fino ad arrivare alla sua lotta interiore.

Abbiamo voluto raccontare una storia, che si possa tramandare di padre in figlio. Una storia che faccia riflettere sul fatto che ognuno di noi è in lotta con i propri “demoni”.

Siamo costantemente in guerra con noi stessi, ed è importante lottare contro questi demoni per non farli diventare troppo grandi, parlare con amici e parenti, poiché questi pensieri e paure non prendano mai il sopravvento.

Tecnicamente parlando – nonostante Chef conti su professionalità di alto profilo su ogni tipologia di media – dev’essere stato un lavoro monumentale: partendo dalla storia, la narrazione in Giapponese, il montaggio ed infine – esternamente al film – l’opera murale che è poi finita sulla cover. Si può definire un collective effort spontaneo o avete investito perché il progetto raggiungesse tale livello?

C’è stato un processo creativo elaborato, dove ogni persona della crew ha avuto un ruolo determinante per la realizzazione del video.

Siamo partiti dall’idea creativa e ne abbiamo sviluppato un testo. Quest’ultimo è stato poi tradotto in 2 lingue: Inglese e Giapponese.

A tal proposito vogliamo ringraziare Alessandro Martoriati, skater storico OG di Roma, che oggi vive a con la sua famiglia nella prefettura di Gumna, Giappone. Con l’aiuto della moglie Katsumi, ha tradotto con grande precisione un testo molto difficile e complesso. Hanno successivamente contattato il sig. Aoki, la voce narrante. Lui è riuscito ad immergersi perfettamente nel ruolo, rendendo la narrazione coinvolgente ed unica. Questo audio, unito al grande lavoro di creazione di tracce originali da parte di Carlo Valsesia e Francesco Cellamaro aka Esa, ha dato una grande impronta al video.

Abbiamo lavorato alla grafica, partendo dal nome del video タクヤ ( TAKUYA ) , realizzando la scritta in Katakana con l’aiuto del lavoro calligrafico dell’ottimo Loris Lillo.

Siamo poi passati alla creazione del manifesto e tutti i suoi formati per la promozione.

Una volta ultimati tutti gli elementi, abbiamo composto il titolo in animazione e montato il video, lasciando lo spazio per gli ultimi ritocchi finali.

Come grande omaggio a Takuya, è stato poi realizzato un grande murales ad opera di Bufer.

Abbiamo investito le nostre forze e conoscenze per creare un ricordo bellissimo di Taku ed ancora oggi rivedere il video ci tocca il cuore.

Cosa significava lo skateboarding e la Chef Family per Taku?

Lo skateboarding era una grande valvola di sfogo ed ispirazione per Taku, una fuga dal lavoro ed una connessione con tutti i luoghi dove aveva abitato.

Chef per lui rappresentava l’orgoglio di far parte di un grande gruppo di amici, di una famiglia.

Era pazzesco perché persone del team, pur non avendolo mai incontrato, erano in contatto con lui tramite i social, progettando tour e viaggi insieme. Ed una volta che lo incontravano, sembrava che lo conoscessero da anni!

Questo è il senso di fratellanza che si è creato con Chef, dove la semplicità di skateare insieme e stare bene ha creato forti legami.

Come mai la decisione di mettere il movie in digital download su varie piattaforme anziché affidarsi al classico youtube?

Come premio della vittoria nel 2018 di “Takuya” al Surf Skate Film Festival, abbiamo ottenuto un deal esclusivo con diverse piattaforme video per una release del documentario.

Questa è stata per noi una grande occasione di renderlo fruibile a tutti.

Il ricavato finale sarà devoluto verso un progetto connesso con Takuya e la comunità skate di Miyazaki.

Ho notato che il film evita accuratamente di scadere nel dramma, nel pieno rispetto della sua memoria e dei suoi cari. Ho solo una domanda per voi sull’argomento: ve lo sareste mai aspettato?

Nessuno può aspettarsi una tragedia del genere, mai. Dietro un sorriso può nascondersi un semplice periodo difficile oppure una depressione grave.

Takuya era sempre in grado di strapparti un sorriso e di farti ridere in ogni occasione però nella sua mente stava combattendo ogni giorno, contro terribili demoni. Bisogna parlarne con amici, genitori e parenti e affidarsi a specialisti che possono davvero aiutarti.

Ricordiamoci sempre di essere gentili con il prossimo perché non sappiamo mai quali guerre sta combattendo e di essere curiosi anche verso i propri amici per farci aiutare o per aiutarli.

Perché dovremmo tutti scaricare Taku senza indugi?

Se avete incontrato Takuya almeno una volta o se avete sentito parlare di lui, questo video dovrebbe essere nelle vostre collezioni.

In realtà è un documentario che, anche se non conoscevate Takuya o non siete familiari con lo skateboarding, con i suoi temi e la sua storia va ben oltre, come avrete intuito dall’intervista.

Al SSFF quest’anno siete tornati con un’altro progetto molto interessante ed importante per la storia dello skateboarding Milanese: Spaghetto Child III. Potete spendere qualche parola sul movie e che progetti avete ora? Andrà in rassegna in giro per il mondo come Taku? Quando potremmo per intero – noi che ci siamo persi la premier?

Ebbene sì, dopo ben 17 anni dall’ultimo capitolo Spaghettochild è tornato!

Questo skate video-documentario è un omaggio a chi, come la crew di Spaghettochild, ha documentato la storia dello skateboarding Milanese ed Italiano. E continua oggi a spingerla e documentarla.

Diversi film festival in giro per il mondo hanno richiesto di proiettare il video.

Il prossimo appuntamento è il “Taoyuan Film Festival” in Taiwan. Gli organizzatori erano così gasati, che hanno richiesto anche il primo ed il secondo capitolo della trilogia Spaghetto.

Nel caso non foste riusciti a venire alla premiere, non temete, ci saranno novità presto che comunicheremo sui nostri canali!

Grazie di tutto e continuate così! Anzi tornate a produrre tavole e abbigliamento Chef.

Grazie a te dell’intervista Matteo e grazie delle domande, davvero molto interessanti.

Ci hanno permesso di raccontare un progetto così grande in tutti i suoi particolari.

Grazie molto dell’incoraggiamento e per quanto riguarda l’apparel e il materiale marchiato Chef, abbiamo in serbo alcune novità. Pochi pezzi, principalmente per noi, per i nostri amici e per i più attenti dei seguaci.

Non è tutto, all’orizzonte ci saranno anche future collaborazioni! Stay Tuned!

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