Image Alt

ARTHUR LONGO

Arthur Longo ricorda uno di quei pro leggendari degli anni novanta. E’ talmente dotato che si fatica a confrontarcisi. Ma quando apre bocca, è talmente naturale e puro che non si può far altro che apprezzare il dono che madre natura gli ha dato. Sa girare su tutti I terreni con stile: halfpipe, backcountry, jumps… La confidenza e la grazia con cui li affronta sottolinea quanto  il suo contatto con la montagna sia profondo  – come quello di un surfer con l’oceano. Nonostante la sua notorietà, è una persona estremamente umile che vuole solo girare con gli amici e restituire allo snowboarding quello che gli ha dato sino ad oggi.

Ciao Arthur, dove sei in questo momento e cosa stai facendo?

Sto andando a Chamonix per incontrarmi con la crew di Volcom, staremo là per dieci giorni circa.  Chamonix è uno dei miei spot preferiti. Sono appena partito da Arlberg in Austria, dove ero con Blake Paul, Jake Kuzyk, Tanner Pendleton e Oli Gagnon. Jake e Tanner stanno lavorando ad un nuovo video, quindi stavamo cercando di portare a casa qualche shot, oltre a goderci la neve che è caduta nelle ultime due settimane in Austria. E’ la prima powder della stagione per me ed è fantastico provare di nuovo quella sensazione.

Lo scorso inverno hai viaggiato molto e filmato su molti terreni diversi. All’inizio della stagione ti abbiamo visto distruggere le side hits, poi in backcountry con Vans in Landline ed infine in Together Forever. Quali sono I piani per questa stagione?

Ancora esattamente non so cosa farò, ma stiamo lavorando ad un progetto con Volcom, anche se non ti so dire molto di più in merito al momento. Inoltre, Jake e Tanner stanno  lavorando ad un  nuovo movie per Vans, quindi flmerò anche con loro. Alla fine di base c’è tanto filming, ma non so come, dove, quando accadrà e cosa ne verrà fuori. Il mio obiettivo è filmare più che posso e passare dei bei momenti con gli amici.

Alla fine di base c’è tanto filming, ma non so come, dove, quando accadrà e cosa ne verrà fuori. Il mio obiettivo è filmare più che posso e passare dei bei momenti con gli amici.

Qual’era lo scopo di Caboosta Gondola? L’easy riding sembra essere la “next big thing” nello snowboarding, sei d’accodo con questa dichiarazione?

Caboosta Gondola era principalmente un viaggio culturale. Quando filmi per un progetto, solitamente ti concentri sui trick che vuoi portare a casa e sul trovare lo spot perfetto per farli, dimenticandoti di tutto ciò che ti circonda. Quando invece viaggi in treno, devi abbassare le tue aspettative perchè non sarai mai nello spot perfetto al momento giusto. Così semplicemente ti godi il viaggio. Caboosta è stato filmato a fine stagione con la slushy, quindi la cosa migliore era buttarla su quell genere di riding. Non credo che un bel movie debba necessariamente mostrare i tricks più tecnici e ampi. Non so se definirla una dichiarazione, tutto quello che avevamo intenzione di fare era andare in giro e fare snowboard assieme ad amici. E penso che la gente ci si possa trovare in tutto questo.

Ti vedremo ancora volare fuori dai muri di un pipe con una casacca nei contest?

L’ho fatto per così tanto tempo, molto di più di quanto mi aspettassi, ma non credo parteciperò più a gare di half pipe come facevo un tempo. Ho passato talmente tanto tempo tra le pareti del mezzo tubo per raggiungere un buon livello tecnico, che mi sono accorto di quanto fosse folle solo una volta che ho smesso e mi sono guardato indietro – cosa impossibile da realizzare quando lo fai quotidianamente. Detto questo, io amo ancora follemente il pipe.

Torniamo a Side Hits Euphoria per un momento: come ti è venuto in mente di dedicare un intero progetto alle side hits?

L’idea di fare un progetto come SHE (Side Hits Euphoria) era nella mia testa da molto tempo. Era una cosa che ho sempre fatto e che sentivo particolarmente mia. A volta credo sia più divertente vedere un rider interpretare creativamente il terreno e le piccole transizioni naturali, piuttosto che uscire metri dal pipe facendo rotazioni folli. Non lo so, ho semplicemente cercato di documentare qualcosa più vicino allo skateboarding e più DIY. Inoltre è stato assolutamente divertente e semplice realizzarlo. Ne sono davvero orgoglioso.

Com’è stato vincere la Standout Performance of the Year ai TransWorld Riders’ Poll 20 assieme a Oliver Glitter?

Non ci credo ancora, è stato davvero un grande riconoscimento e non posso che ringraziare tutti quelli che mi hanno votato. Davvero fantastico.

Cosa ne pensi del’eterno diverbio Contest VS Filming, visto che li hai vissuti entrambe?

Sono talmente diversi. Io sono onestamente felice che esistano le competizioni e sono anche orgoglioso di aver gareggiato per diversi anni. I contest spingono il livello tecnico e ti obbligano a migliorare continuamente, alzando l’asticella del livello generale. Il filming è anche creatvità e interpretazione, non solo performance.

 

Perchè I rider francesi sono così dannatamente speciali? A parte le montagne meravigliose che il paese offre…

Onestamente, non lo so. Sicuro posso dire che siamo fortunati per le meravigliose montagne che abbiamo. Specialmente nella parte ovest, ci sono così tanti resort spettacolari. Poi andare a fare le vacanze invernali in montagna è radicato nella cultura francese. Nel mio caso specifico, sono nato in un resort – Les Deux Alpes – quindi il mio approccio con lo snowboarding è stato piuttosto naturale e facilitato.

Di cosa ha bisogno lo snowboarding oggi?

Dovrebbe diventare più economico: tra viaggi, hotel, skipass, cibo, è diventato troppo caro e tantissima gente potenzialmente talentuosa non se lo può permettere.

Dove credi stia andando lo snowboarding nel prossimo futuro?
Dovunque andrà, spero  continuerà a crescere e che le nuove generazioni spingano ulteriormente il livello. Spero anche che lo snowboarding sarà meno schiavo del business, anche se sappiamo tutti di aver bisogno di quell’aspetto per andare avanti. Sicuro diventerà più sostenibile.

 

Share this Feature

Partners