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Cast and Carve, snowboard fuoripista e pesca d’alta montagna

By Dave Faustini

Photos Andrew Miller

La pesca e lo snowboard sono sinonimo di vita per molti che risiedono in quella piccola area ad est nota come Eastside.

Jimmy Goodman e io non facciamo eccezione. Possiamo considerarci come fratelli quando si tratta di snowboard fuoripista e pesca d’alta montagna.
“L’ossessione è iniziata dieci anni fa”, ha detto Jimmy Goodman. “Sono cresciuto pescando e facendo snowboard ma non mi sarei mai aspettato che queste due passioni mi portassero da una costa all’altra.”
Ogni anno, quando arriva la primavera, carichiamo i nostri zaini il più possibile con tutto il necessario per trascorrere una settimana in alta montagna alla ricerca di linee da tracciare e trote dorate da scovare.
Nelle profondità selvagge delle montagne della Sierra orientale in California ci sono infinite possibilità di combinare la pesca della trota d’oro e lo snowboard backcountry. Questi due sport non sono spesso associati tra loro ma in realtà condividono molte somiglianze. Pazienza, un grande sforzo per una sola linea o un solo pesce e la possibilità che vada a finir male. Mentre per la maggior parte delle persone lo snowboard non è da prendere in considerazione durante l’estate, la metà di luglio è il vero inizio per ciò che questo gruppo di amici ama chiamare Cast & Carve.

“Ogni estate non vedo l’ora che gli alti laghi alpini inizino a scongelarsi ma ci sia ancora abbastanza neve per raidare e poter così unire le mie due cose preferite al mondo. Carving and Casting…”

La ragione di questo tempismo è che la maggior parte di queste trote dorate vive in remoti laghi alpini a grandi altitudini che quindi impiegano molto tempo per completare il disgelo. Soprattutto dopo una stagione record di nevicate come è successo sulla Sierra orientale nel 2019.
Dopo una partenza alpina che sembrava quella verso un grande obiettivo invernale, abbiamo fatto la nostra prima pausa guardando il bagliore arancione della prima luce che strisciava lungo le pareti di granito di un picco vicino. Per vivere questa esperienza al massimo, ho deciso che avrei dato uguale attenzione ai prati lussureggianti, ai fiori selvatici in fiore, ai ruscelli tortuosi, agli skyline frastagliati, ai tramonti di zucchero filato, ai sonnellini di mezzogiorno e agli spuntini abbondanti.
Trovare delle buone condizioni è stato un po’ una scommessa dato che avevamo a che fare con il manto nevoso primaverile più profondo mai visto negli ultimi dieci anni. Arrivare troppo all’inizio della stagione avrebbe significato che il lago sarebbe stato coperto di ghiaccio e non avremmo potuto pescarci. Ma arrivando troppo avanti ci sarebbe stata troppa neve nei canali per lo snowboard. Senza alcuna garanzia che il viaggio sarebbe stato un successo, abbiamo deciso di continuare la nostra scalata al campo base a 3500 metri.

“Ogni estate non vedo l’ora che gli alti laghi alpini inizino a scongelarsi ma ci sia ancora abbastanza neve per raidare e poter così unire le mie due cose preferite al mondo. Carving and Casting…”

Partenza alle 4.30 del mattino nel pieno buio per evitare le terribili zanzare e i piccoli torrenti di acqua che si formano quando sorge il sole. I nostri zaini erano carichi di cibo, sacchi a pelo, attrezzatura da snowboard e da pesca e qualsiasi altra scorta di cui avremmo avuto bisogno per i successivi quattro giorni. Una lunga ed estenuante camminata di 16km ci ha portati ad un lago remoto e incontaminato, circondato da un enorme parco giochi con scivoli, canali e rampe per lo snowboard. Siamo rimasti sorpresi di quanta neve ci fosse visto che il 90% del lago era ancora ghiacciato. Nei successivi giorni abbiamo pescato fino a quando il sole non riscaldava la neve abbastanza per uscire in snowboard, fare un’escursione e provare qualche linea, per poi tornare al campo, mangiare, fare un pisolino e pescare di nuovo fino al tramonto. Una vita facile, nessun servizio, nessun problema semplicemente godendoci la natura.

La trota dorata, il pesce ufficiale dello stato della California, è una specie particolare in molti sensi. Non è originario di questi luoghi alpini, ma qui prospera. Trascorre gli inverni sotto il ghiaccio, in un ambiente freddo e buio, aspettando pazientemente il disgelo primaverile. Man mano che il ghiaccio superficiale si scioglie, questi pesci assumono un aspetto criptico e sfoggiano tonalità vibranti di giallo, arancione e rosso. La temperatura calda dell’acqua e la mancanza di predatori danno loro la sicurezza di uscire e nutrirsi.
Appena arrivati al campo siamo rimasti sorpresi nel vedere che il lago era rimasto per lo più ghiacciato con solo poche buche. Avremmo dovuto pescare spalla a spalla, con non più di qualche metro tra le mosche di ogni pescatore. Non era l’ideale, ma ce lo siamo fatti andar bene. Mi ha ricordato come è fare snowboard su di un canale stretto con un folto gruppo di amici.

Abbiamo lasciato che madre natura ci imponesse come trascorrere il nostro tempo in questo viaggio. Se il sole usciva facevamo snowboard. Se pioveva ci ritiravamo nei nostri bivacchi per dormire un po’ e mangiare. Fra le due cose andavamo a pescare. Una vita semplice che non mi dispiaceva.
“Nel corso degli anni ho acquisito esperienza nella valle, pescando in piccoli fiumi, laghi e ruscelli, facendo alcune brevi escursioni, mentre le vette più alte stavano a guardare appena sopra di noi in attesa. Alla fine, proprio come nello snowboard, volevo di più, nuove esperienze, nuove zone, meno persone e la curiosità di stare là fuori nella natura”.

Al momento opportuno, ci siamo fatti strada verso il nostro obiettivo principale, un canale che superava i 3900 metri. Il sole era caldo, la neve soffice e le trote stavano aspettando. Jimmy ha preso il comando e siamo scesi perfettamente uno dietro l’altro fino al lago sottostante, dove le nostre canne da mosca giacevano ad aspettarci. Il perfetto coronamento di due passioni.
Quella notte, mentre il sole tramontava sotto l’orizzonte, i colori del cielo mi ricordavano la trota che avevo avuto il piacere di pescare.

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