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Comera Snowboards: fatte a mano, fatte a Lecco.

Text Tommaso Bernacchi

With Pietro Marzorati & Davide Bernasconi

Raccontaci un po’ della vostra storia, quando avete deciso di creare un vostro brand? 

Tutto cominciò’ nel 2014. Sia io che Davide praticavamo snowboarding, ma soprattutto splitboarding, gia da diversi anni ed eravamo alla ricerca di un prodotto che rispondesse appieno alle nostre necessità, cercavamo il prodotto perfetto sulle nevi e pareti alpine. Così per gioco, grazie all’intraprendenza ed abilità manuali di Davide, ebbe vita la nostra “Roosterfish” – tavola #01 di Comera Snowboards.

Comera (pronunciato con l’accento sulla “o”) Snowboards prende il nome dal più diretto, ripido ed estetico canale che domina il Monte Resegone, il quale parte dalla croce e si butta a capofitto sulla città di Lecco, dove è nato il nostro laboratorio.

 

Dare vita ad un marchio di Snowboard dev’essere sicuramente una gran quantità di lavoro. Quali sono i vantaggi e gli Svantaggi di questa scelta? 

La grande difficoltà, ma anche la più grande soddisfazione, è stata la scelta di voler realizzare le nostre tavole Comera interamente nel nostro laboratorio. Questa scelta ci ha tenuti, e tuttora ci tiene, molto impegnati sia nella fase di progettazione dei nostri prodotti sia nella fase di realizzazione. Siamo così in grado di controllare tutto il processo, agire sui difetti e continuare a migliorare i nostri prodotti. Possiamo però ora ammettere, senza paura di smentita, di realizzare dei prodotti di altissimo livello. La vera difficoltà ora è quella di riuscire a far conoscere e dare il giusto valore ai nostri prodotti.

 

Qual’è la filosofia dietro Comera Snowboards? Cosa vi ispira? 

L’idea alla base dello sviluppo dei nostri prodotti è strettamente legata al territorio in cui viviamo. Abbiamo perciò deciso di sviluppare tutte le nostre tavole in modo da adattarsi ed essere a proprio agio in tutte le condizioni che si possono affrontare sulle nostre bellissime Alpi. Facciamo tesoro di tutti i feedback che riceviamo in modo da approfondire ogni soluzione tecnica e sempre garantire le migliori performance.

Come prende vita il design di una tavola nella vostra testa? 

Essendo noi follemente innamorati dello snowboard e dello splitboarding, cerchiamo di riportare nei nostri prodotti quello che poi vorremmo avere sotto i nostri piedi tutte le volte che usciamo. Partendo dalle nostre sensazioni, sviluppiamo e testiamo prototipi fino all’ottenimento del risultato desiderato. Facciamo grande affidamento anche sui nostri atleti e clienti, per avere il maggior numero di pareri ed impressioni possibili.

 

Qual’è il valore aggiunto delle vostre tavole? Come si differenziano dal resto del mercato? 

Sicuramente la possibilità di personalizzazione è uno dei nostri più grande pregi. Possiamo infatti realizzare qualsiasi tipo di idea grafica, sia su top-sheet classico che finite in vero legno con grafiche incise sia laser che intarsiate.

Un altro grosso pregio penso sia la grossa esperienza che abbiamo alle spalle, noi stessi ci siamo consumati le ginocchia a furia di pellare. Questa esperienza raccolta sul campo ci ha permesso di sviluppare prodotti tecnicamente all’avanguardia, prodotti che testiamo personalmente.

 

Avete nuovi progetti in via di sviluppo? 

Siamo una piccola start-up, creiamo internamente tutte le nostre tavole con passione e sperimentiamo ogni progetto ci passi per la mente. Abbiamo in “cantiere” diverse novità. Per quanto riguarda le splitboard, usciremo a breve con un modello che si avvicina al mondo freestyle, un prodotto più “rilassato” rispetto alla nostra ammiraglia Camos. Per le solid, stiamo modificando la pressa per sviluppare qualche bel missile da fresca.

 

Qual’è la vostra tavola preferita di sempre? 

Davide: sicuramente la KingWood per la sua maneggevolezza nelle tree lines e il carattere deciso che sprigiona nelle carvate in pista.

Pietro: Io sono legato (e possiedo tutt’ora) tutte le tavole che ho usato dal mio primo giorno di snowboard. Un primo posto a pari merito per la Voilé Mojo 161 (2009), prima splitboard che mi ha accompagnato per 5 anni, e la nostra Comera Arktika (2015).

“Essendo noi follemente innamorati dello snowboard e dello splitboarding, cerchiamo di riportare nei nostri prodotti quello che poi vorremmo avere sotto i nostri piedi tutte le volte che usciamo.”

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