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Conscious Turns, verso la terra del Sol Levante

By Nicholas Wolken

Qualche anno fa c’è stato il nostro viaggio annuale verso la terra del Sol Levante, in parte in occasione della fiera Interstyle a Yokohama, ma principalmente per le abbondanti nevicate a Hokkaido.

I nostri contatti erano Neil Hartmann, del leggendario team Cardanchi, e il nostro amico Atsufumi Mizuno che ha sempre il suo camper pronto a partire verso qualunque luogo dove ci siano delle buone condizioni.

Dopo aver dato un’occhiata alle previsioni meteo, abbiamo deciso di dirigerci verso la casa di Neil in una zona meno popolata fuori Sapporo. Avevamo solo una vaga idea di come questa zona potesse essere, ma abbiamo pensato che sarebbe stato utile lasciarci guidare dalle nostre conoscenze locali. La perfezione nella pianificazione non sempre si traduce in un grande viaggio, spesso è molto più importante avere le persone giuste che formino un buon team.

Quindi vi presento:

La nostra amica canadese, Spencer O’Brien, alias “Panda” o “Japanda”, che si è unita spontaneamente al viaggio per alcuni giorni. È stato bello avere con noi una ragazza, e ci ha spronato a mantenere almeno un po’ di buone maniere.

Lars Popp aka “Sponge Popp”: questo ragazzo rende davvero giustizia al suo cognome. Con un sacco di pop e il suo stile da backcountry con influenze dallo skate, si lanciava sempre giù come un razzo, mixando jump e curve con stili potenti.

Christoph “Pofel” Thoreson, una leggenda dello snowboard dai tempi del film Robot-Food, diventato regista e specialista di droni, ci ha accompagnato e si è occupato del lato video delle cose. Sempre pronto per una risata e facendo il possibile per ottenere gli shot giusti, è stata una eccellente aggiunta al team.

Markus Fischer aka “Fischi”. Un’altra famosa testa matta, sempre pronto per una buona vecchia avventura! Un amico di lunga data e un mago della videocamera che stava per caso cercando un gruppo a cui unirsi in Hokkaido, siamo stati felici di averlo accolto.

Aaron Schwartz: un fatto poco noto riguardo questo ragazzo è che, nonostante trascorra la maggior parte del tempo dietro l’obiettivo, è bravissimo anche davanti! Aveva sempre una buona parola per tutti e le sue vibrazioni positive sono state essenziali in un viaggio come questo.

E poi ci sono io.

Il primo giorno abbiamo raggiunto il resort più vicino. Inizialmente sembrava abbastanza decente, ma ero abbastanza abbattuto a causa dell’influenza e del jet lag, quindi in tutta onestà ero un po’ deluso dalle condizioni della neve trovate dopo aver viaggiato così tanto. Ho scelto di saltare le piste e autocommiserarmi un po’ mangiando del ramen, quando il resto del team si è unito a me al ristorante abbiamo deciso di tornare a casa e risparmiare un pò di energie per i giorni successivi. Il nostro piano era di esplorare il backcountry vicino al resort. Ma proprio in quel momento ci siamo ritrovati per caso su un promontorio scoprendo un paradiso! Quello davanti ai nostri occhi era un paese delle meraviglie invernale assolutamente tranquillo e incontaminato, con alberi perfettamente separati in modo da non essere d’intralcio durante le discese. Sembrava irreale ed era altrettanto bello come avevamo immaginato!

Da quel momento in poi quella è stata la nostra attività quotidiana, e si potrebbe dire che gli affari andavano bene! Abbiamo capito all’istante che saremmo tornati in quel luogo il giorno seguente con le gambe più riposate. “Back Gully”, come lo abbiamo chiamato, ha finito per essere una delle zone principali che abbiamo frequentato durante il viaggio. Raramente abbiamo incontrato altre persone laggiù, e ogni volta che ci siamo tornati abbiamo raidato sempre linee diverse, imbattendoci in nuovi scorci. Avere un team così diversificato ha reso ancora più divertente filmare e fotografare.

Il nostro punto di appoggio si trovava alla periferia di una piccola città di montagna nota per le sue sorgenti termali, quindi passavamo spesso le nostre serate a fare il bagno e ricaricare le batterie per poi uscire e gustare dell’autentico cibo giapponese. Il nostro posto di ramen preferito era gestito da una coppia di anziani, la terza generazione della loro famiglia a possedere un piccolo stabilimento. Abbiamo anche frequentato un locale che faceva curry più vicino a Sapporo di proprietà di una piccola signora giapponese che aveva decorato il suo ristorante con ogni sorta di cimeli di snowboard. Aveva video di snowboard in TV e ci salutava sempre con un grande sorriso (forse perché sapeva che eravamo snowboarder).

Sono tutti ricordi molto preziosi per me, ma sono onestamente un po’ ambivalente riguardo ai viaggi in Giappone negli ultimi tempi. Da un lato, c’è il powder migliore del mondo e una cultura molto diversa, ma fantastica e da sperimentare. Tuttavia, dall’altra parte molti posti si stanno tristemente affollando di stranieri da tutto il mondo. Tutte queste persone, compresi noi, stanno producendo enormi quantità di CO2 e questo chiaramente danneggia l’ambiente.

In un certo senso queste folle si stanno dirigendo in quei luoghi a causa della glorificazione dell’esperienza della neve in Giappone, presentata e diffusa in riviste e video negli ultimi anni. Questo sta facendo sì che più persone decidano di viaggiare a causa di bisogni e voglie che prima non avrebbero avuto. Mi trovo nel bel mezzo di un dilemma morale, in quanto generato da un lavoro che amo ma che porta con sé degli obblighi che stanno iniziando a scontrarsi con i crescenti doveri morali nei confronti dell’umanità e del pianeta. Informandomi ho imparato che mentre le decisioni individuali come le scelte di trasporto sono importanti, usare la tua voce nell’attivismo e soprattutto nel voto politico a favore del pianeta, porta a un cambiamento sistemico molto più ampio.

Comunque il paradosso consiste anche nel fatto che dopo aver viaggiato in così tanti bei posti ed aver raidato il powder migliore su questo pianeta, mi diverto di più a snowboardare vicino a casa. La soddisfazione nel trovare condizioni e terreni perfetti è ottima sul momento, ma è temporanea e alla fine lascia insoddisfatti perché ti porta a desiderare di più verso ciò che non ti ha pienamente soddisfatto in primo luogo. Il che mi lascia affamato piuttosto che contento di ciò a cui avevo accesso fuori dalla porta di casa.

In una certo senso, questi viaggi stanno addirittura togliendo qualcosa alle mie montagne locali, perché le esperienze in quelle più grandi rendono insufficienti quelle vicine. Quindi, prima che qualcuno prenda la decisione di volare in Giappone (o altrove all’estero per lo stesso motivo), vorrei sottolineare che ci sono anche alcuni aspetti negativi da considerare.

Prima di tutto, c’è un volo piuttosto pesante di 12 ore seguito da un forte jet-lag da affrontare, per me di solito dura un paio di giorni sia all’andata che al ritorno. Sono quattro giorni che potrebbero invece essere trascorsi sulla neve vicino a casa, sentendosi freschi e divertendosi con gli amici. Si deve anche tenere conto del fatto che i resort più popolari in Giappone sono totalmente affollati durante l’alta stagione, con lunghe code per gli impianti di risalita e stranieri rumorosi che affollano i comprensori. Nel nostro ultimo viaggio abbiamo trascorso alcuni giorni in resort più grandi, ma la qualità del tempo e della neve non era minimamente paragonabile a quando abbiamo fatto escursioni nel backcountry.

In generale, mi piace supportare i resort più piccoli ovunque io sia per le stesse ragioni. Di solito usano meno neve artificiale, hanno prezzi dei biglietti più convenienti e il denaro va alla crescita della comunità locale piuttosto che alle grandi società facoltose che possiedono resort più grandi e rendono difficile l’esistenza di quelli piccoli.

Se si riesce ad andare oltre i benefici e si vuole provare meno stress fra powder e backcountry, i piccoli resort e/o le escursioni sono la chiave per un viaggio soddisfacente in Giappone. La neve è molto profonda, quindi servono un paio di racchette ed una tavola molto ampia. Noi abbiamo camminato per circa l’80% del nostro tempo sulla neve e i giorni migliori sono stati quelli in cui abbiamo impiegato dell’ulteriore tempo per allontanarci ancora di più. Le condizioni meteo sono state per lo più orribili, ma ci hanno offerto la qualità della neve che stavamo cercando che in ogni caso è stata dannatamente fantastica!

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