Sandy Shapes

Quando e perché nasce l’idea di creare Sandy Shapes?

Sandy Shapes nasce da un insieme di idee ed esperienze maturate nel mondo dello snowboard dal 1988. Si è quindi concretizzato con le nostre prime tavole.

Dove nasce il nome Sandy Shapes?

Sandy è il mio soprannome e il 99% degli amici, conoscenti e clienti mi conoscono con questo nome… penso anche che di quel 99% una gran parte non sappia che mi chiamo Alessandro!

Cosa differenzia il vostro brand?

Sandy Shapes si differenzia per cinque aspetti fondamentali: il look che distingue le superfici di vero legno, gli shapes in continua evoluzione, le performance grazie ai materiali e il processo costruttivo, la personalizzazione delle finiture e la customizzazione degli shapes.

Parlami del processo di produzione di una tavola Sandy Shapes.

La filosofia costruttiva è di creare tavole che, grazie all’armonia dei materiali, il loro abbinamento e il modo in cui vengono incollate, siano uniche sul mercato. La preparazione dei materiali, soprattutto le anime e le solette, sono  realizzate con macchine cnc di ultima generazione per garantirne la replicabilità. Abbinando i legni, le fibre e la resina in un processo di incollaggio con precise temperature e cicli di riscaldamento e raffreddamento otteniamo la tavola grezza da cui poi rifiniamo e otteniamo le tavole che vedete sul mercato.

A che tipo di snowboarder è destinata?

Copriamo tutti i tipi di rider grazie alla modellistica esistente o la customizzazione degli shape anche individualmente. Sicuramente gli shape freeride e all mountain sono quelli che attirano gran parte del pubblico, ma le tavole twin sono una rivelazione.

A quale mercato puntate?

I nostri clienti sono rider maturi e appassionati che cercano prodotti di ottimo livello sia nelle finiture che nelle performance. Non siamo un prodotto di lusso, ma preferiamo essere chiamati “alto di gamma” che identifica un artigianato made in Italy dove le mani dello shaper lavorano su ogni singola tavola per ottenere il massimo dai sui prodotti.

Dove siete distribuiti?

In questo momento abbiamo una decina di dealer nel mondo, di cui quattro in Italia. Commercialmente siamo usciti nel 2012, ma è da 18 mesi che abbiamo completato tutta la collezione e siamo pronti per il mercato.

Lo snowboard sta vivendo un’evoluzione costante e frenetica. Pochi anni fa c’è stata una forte influenza dello skateboard e moltissimi rider raidavano le città. Ora c’è un forte richiamo della montagna e del freeriding. Cosa ne pensi?

Il freeride sta conquistando una buona fetta di mercato negli sport invernali. Tenendo un occhio ben aperto sulla sicurezza in montagna e in freeride, sono contento che questo porti un nuovo approccio più legato alla natura. Un po’ tutti i brand inseriscono qualche modello dallo shape “esotico”, ma lo interpreto come un “cavalcare” l’onda del mercato. Pochi sono i brand che realmente interpretano il mondo freeride con modelli che soddisfino le reali esigenze dei freerider.

Sandy Shapes si differenzia per cinque aspetti fondamentali: il look che distingue le superfici di vero legno, gli shapes in continua evoluzione, le performance grazie ai materiali e il processo costruttivo, la personalizzazione delle finiture e la customizzazione degli shapes.

Quale sarà secondo te la direzione dello snowboard?

Ci sono sicuramente mondi ben definiti, dal freeride alla splitboard fino alle tavole da freestyle o da park per le strutture. Sandy Shapes parla per valorizzare il senso della curva, del gusto di fare snowboard. Curve vere.

Progetti futuri e imminenti di Sandy Shapes?

Allargamento della collezione da donna, ma soprattutto nuove misure che il mercato americano ci chiede. Nuove lunghezze e larghezze.

Un messaggio a tutti gli snowboarder?

Di rendere lo snowboard sempre migliore… e di far interessare chi non lo conosce perchè ne rimane affascinato. Gli snowboarder hanno sempre fatto della loro identità un argomento che li ha distinti: distinguiamoci per stile, eleganza, arte.

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