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Sequence Magazine 65

La crew di Sequence è orgogliosa di presentare il nuovo numero di Sequence, l’unico snowboard magazine distribuito in Italia, Svizzera, Germania, Austria, Francia, Spagna, Regno Unito, Belgio, Olanda, Finlandia e Norvegia. Nessun altro snowboard magazine ad oggi ha varcato così tanto i confini. Puoi richiedere la tua copia al tuo shop di fiducia o ordinarla dal nostro store. Seguici sui nostri canali social e recupera la tua copia agli eventi dove saremo presenti!

 

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EDITO

Snowboard is not a crime

Intorno agli anni ’90 ero un giovane skater che esponeva orgoglioso sotto la sua tavola l’adesivo “skateboard is not a crime”. Spesso per via degli slide sulle panchine la parola “not” veniva cancellata e si leggeva “skateboard is a crime”, mio padre carabiniere non ne andava molto orgoglioso.

Poco più tardi iniziarono a vedersi i primi snowboard. Poche serate come cameriere nel bar del paese ed eccomi lì con i miei risparmi che mi compravo la mia prima attrezzatura, una tavola Nidecker Camille Brichet twin tip, attacchi Drake e scarponi Airwalk.

In quegli anni si sentiva fortemente il senso di community, pochi ma uniti, tutti insieme rivendicavamo il diritto di accedere agli impianti, ma nulla. Le stazioni lo skipass proprio non ce lo volevano fare, ci dicevano che rovinavamo le piste.

Non ero altro che ragazzino, studiavo fotografia. Odiavo ma allo stesso tempo amavo quel momento in cui mi negavano la possibilità di acquistare lo skipass, perché mi sentivo di non far parte di un sistema, risalendo a piedi sulle piste mi sentivo un trasgressore. E mi piaceva.

Passano gli anni, inizio a fotografare snowboard per alcune riviste, e anche se anno dopo anno le stazioni sciistiche iniziano a farci gli skipass, rimaniamo sempre etichettati come “trasgressori” perché andiamo fuoripista, costruiamo salti nelle piste a mano, saliamo sui rail con le tavole. Capitava spesso che le forze dell’ordine ci chiedessero i documenti o sequestrassero le tavole a fine giornata.

Poi d’improvviso, uomini alienati e insoddisfatti, annoiati dal lavoro d’ufficio e dalle mura di casa iniziano ad essere attratti da questo strano fenomeno dello snowboard, da questo stile di vita, da questa trasgressione. Lo ski era diventato tremendamente noioso.

Ed è così che settimana dopo settimana nei comprensori si vedono sempre più snowboarder, sempre più jump, park, eventi e party dove se ti avvicini vestito da skier di certo non torni a casa con una ragazza.

L’attrazione verso la trasgressione, anche se solo per qualche ora, era troppo forte. Avvocati si camuffavano con improbabili colori sgargianti ed impazzavano ai party, imprenditori, operai, studenti, non mancava nessuno. Non vi era distinzione, di giorno si raidava e di notte di festeggiava. Per poi il lunedì rifarsi il nodo alla cravatta e tornare alle vite grigie ed al sistema che ci era stato imposto.

Arrivano le Olimpiadi e Terje Haakonsen, il più influente rider della storia, si mette immediatamente contro di esse dicendo in una sua intervista: “Odio le Olimpiadi. Ci stanno rubando lo snowboard. Distruggeranno il nostro sport”

Arriva il 2020. Il Covid19. Il lockdown. La chiusura degli impianti. Non ti puoi allontanare da casa oltre il tuo comune.

Ma per alcuni la neve è più importante dell’aria che respira e quindi l’unica soluzione illegale è prendersi pelli e split, camminare per ore, assaporare il gusto della fatica e del sudore e guadagnarsi ogni singolo centimetro di polvere, immacolata, perfetta.

Allora si carica la tavola in macchina ben nascosta dalle coperte, illegalmente si varca il confine, si parcheggia in un luogo appartato, si cammina fino in cima. Sudore, fatica, perseveranza. Finalmente si raggiunge la vetta. “Trasgressore” è l’aggettivo che rimbomba nella testa prima di droppare. Un flashback degli anni ’90 quando si era “trasgressori” solo per il fatto di essere snowboarder. Di nuovo per amore si trasgredisce, si ritorna a far parte di una community. E solo chi ne fa parte può riconoscere il sorriso che hai stampato in faccia di ritorno dalla montagna.

Snowboard is not a crime (anymore).

Cosa troverai in Sequence Magazine 65?

Northwave 30 Years Anniversary
Tre decadi di incessanti innovazioni e mentalità anticonvezionale che hanno rivoluzionato il concetto moderno di scarpone da snowboard. Northwave compie 30 anni e non accenna a fermarsi. Ma del resto cosa potevamo aspettarci? Tutto, fuorché l’ordinario.

 

Burton One World
Dopo otto anni di silenzio, Burton torna con un nuovo film. Voluto da Jake Burton, è stato lui stesso a chiedere a Zack Nigro di “farlo corto ma che spacchi”. La storia di una passione condivisa che riunisce le persone.

 

Fjörd Lines
Ripide montagne a picco sul mare di gelidi fiordi occidentali, ma anche vette più tranquille e alla portata di tutti. La regione dell’Austurland, in Islanda, presenta innumerevoli caratteristiche e diversità per tutti gli appassionati di snowboard.

 

Guardando Oltre
Nel periodo difficile che stiamo vivendo sembra che anche il nostro rapporto con la montagna debba venire meno. Ma in realtà può anche essere l’occasione per andare oltre a quello che per anni è stato lo “standard” del vivere la montagna.

 

Home of Lässig
Se fare le tue prime curve al mattino scivolando su neve fresca è ciò che ti piace, lo Skicircus è il posto adatto per il tuo prossimo viaggio in snowboard. Discese adrenaliniche, sentieri non battuti e fantastici luoghi per il backcountry.

 

Antti Autti
Da prodigio dell’half pipe, a avventuriero del freeride, fino a talentuoso storyteller attraverso i suoi tre film. Antii Autti ci racconta la nuova normalità, i suoi progetti e il suo profondo legame con Madre Natura e i territori nordici.

Scandalnavians
Ritornano i vichinghi! Esce il secondo capitolo dell’omonimo progetto video, probabilmente uno dei migliori film sullo snowboard di questo strano inverno. Un coraggioso progetto biennale che coinvolge il meglio della Scandinavia.

 

A Guide to Mellow Livin’
Un viaggio alla scoperta del Giappone più autentico, per esplorare lo snowboard in tutti i suoi aspetti. Un’unica missione. Prendersela con calma e lasciare che sia la strada a guidarci, senza inseguire l’hype ma cercando di trovarlo per caso.

 

Heroes
Gli eroi sono figure importanti per i rider più giovani e senza eroine a cui ispirarsi, a nessuna ragazza verrebbe mai in mente di diventare una snowboarder. Heroes, l’ultimo progetto di Jerome Tanon, rappresenta un piccolo tassello per cambiare il mondo in cui viviamo.

 

The Future is Looking Dry
Non accenna a placarsi lo scioglimento dei ghiacciai. Non siamo di fronte a uno scenario promettente e il riscaldamento globale sembra irrefrenabile, l’unica speranza reale è quella di modificare le nostre abitudini per invertire la tendenza. Ne saremo in grado?

 

3 Hounds in the Dolomites
Tre snowboarder, ma prima di tutto tre amici con caratteristiche e stili differenti. Oggi sono tra i maggiori punti di riferimento della scena italiana e li vediamo spesso chiusi dentro un park volare sopra landing ghiacciati.

 

Sebbe de Buck
Un ragazzone belga di 1,95m diventa una delle superstar dello snowboard più famose. Non c’è terreno in cui il riding di Sebbe non si distingua e tuttavia è così umile che sembra che tutto gli sia semplicemente successo senza motivo. Sebbe è qui per restare.

 

Siberian Powder
Un territorio aspro e remoto con temperature estreme. Ma anche un’inestimabile risorsa di giornate invernali di neve secca e polverosa. Il desiderio di vivere un’avventura fuori dai sentieri battuti e incontrare appassionati di sport invernali con cui condividere le proprie storie.

 

Danimals
Da semplice ragazzo del midwest a uno dei più incredibili rider in street, una definizione abbastanza calzante per Dan Liedahl detto Danimals. Tranquillo e umile, quanto selvaggio ed esplosivo sulla tavola. Clark Kent nella vita quotidiana, Superman quando mette gli scarponi.

 

Rain Dogs
Il team Korua è pronto ad esplorare una natura completamente selvaggia. Un viaggio spettacolare alla scoperta di nuovi sentieri poco battuti, serate trascorse sorseggiando ottime birre e escursioni nei parchi nazionali ammirando la maestosità dell’Oregon.

 

Vans is Evergreen
Ogni volta che Vans lancia un nuovo movie se ne parla molto. Evergreen è il risultato di esperienze apprese e del crescere come famiglia tramite diversi progetti nel corso degli anni. La storia di un team di veri amici vista attraverso gli occhi di Tanner Pendleton.

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