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Uno skatepark alla Triennale di Milano.

By Denis Piccolo

Il nome «OooOoO» nasce da un gioco tra forme e lettere, lo skatepark creato dall’artista sudcoreana Koo Jeong A diventa un opera alla Triennale di Milano, lasciando tutti a bocca aperta.

Uno skatepark al coperto allestito ad hoc nella galleria progettata da Gae Aulenti, al piano terra del museo. L’artista asiatica, Koo Jeong A, da anni lavora sul tema del gioco e degli spazi pubblici e ha già creato altre opere simili a Liverpool, a San Paolo in Brasile ed in Francia. Ma tutte all’aperto. Al contrario di questa che è un vero skatepark, ma all’interno di un museo.

 

S’intitola «OooOoO» perché riprende la forma di 6 classiche ciotole “bowl” che è poi il nome usato per queste strutture nel mondo dello skateboard.

 

«Ho giocato con le forme astratte, geometriche, come la sfera, cercando di gestire al meglio lo spazio previsto per questa installazione tenendo conto dei suoi limiti, come i muri e le colonne, senza dimenticare i requisiti di sicurezza che sono fondamentali» spiega Koo, che per realizzare l’opera si è avvalsa anche della collaborazione della comunità di skaters che popola Milano, sempre molto attiva e creativa.

 

«La mia idea era quella di far provare la sensazione di fare skate di notte, all’aperto, in mezzo alla natura» continua Koo, «per questo ho chiesto a Koreless, musicista elettronico di Glasgow, di riprodurre attraverso il suono il senso di oscurità». La colonna sonora è in crescendo e quando raggiunge il suo apice le luci si spengono: con il buio l’installazione, rivestita di una vernice fluorescente, si accende e si colora.

Valeria Bertaccini, 26 anni, skater dice «L’idea è davvero originale, non esistono altri skatepark di questo tipo. Io vivo a Torino ma qui tornerò sicuramente perché in inverno è anche piacevole allenarsi al chiuso». A parte la famosissima Bastard Bowl di via Slataper questo è l’unico skatepark al coperto aperto nella città.

 

Lorenza Baroncelli sottolinea «Stiamo organizzando tanti eventi, sia diurni, per esempio la scuola in collaborazione con Bastard, per bambini, ragazzi, famiglie e scuole, sia serali, tutti comunicati sul nostro sito».

 

Questa installazione aperta a tutti, pensata per un pubblico trasversale, funge da richiamo per i tanti giovani milanesi, e per chi, magari, non frequenta abitualmente i musei o le istituzioni culturali. La Triennale sta già dialogando con il Comune perché alla fine dell’esposizione, il 16 febbraio 2020, la scultura possa trovare una nuova casa così da restare in pianta stabile a Milano.

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