Intervista con Mons Røisland con Now Bindings!

Intervista con Mons Røisland con Now Bindings!

Mons Røisland, è un rider norvegese della team di Now che ha spaccato alla grande ad alcuni contest con pazzeschi trick e ottime discese in slope style guadagnandosi il primo posto su vari podi. Ecco alcune domande sulla sua vita e sui suoi progetti futuri!

Chi sei? Dove sei cresciuto?

Mi chiamo Mons Røisland e sono cresciuto a 15 minuti da Oslo, in un posto chiamato Hovik.

 

Quando e dove sei andato in snow per la prima volta? 

La prima volta è stata quando avevo 8 anni ed ero a Whistler con la mia famiglia. Ricordo di aver comprato questa tavola Burton nera usata piena di adesivi ed ero in paradiso. All’epoca era troppo grande per me, ma non importava. Ho fatto un po’ di skate prima di iniziare a fare snowboard, ma solo snowboard mi ha conquistato veramente.

 

Cosa ti ha portato ad iniziare a gareggiare e ti motiva così tanto a competere ad un livello così alto?

In realtà mi sono iscritto alla mia prima competizione a Whistler quando avevo 8 anni, e avevo appena iniziato a raidare, quindi ovviamente ho gareggiato terribilmente, ma mi è piaciuto molto. Sono sempre stato una persona molto competitiva, forse perché sono cresciuto con due fratelli maggiori e avevo sempre voglia di fare quello loro facevano.

Da allora è stata una lunga strada verso le grandi competizioni, ma sin da quando ero bambino volevo arrivare ad un livello alto di snowboarding, e credo che questo dipenda anche da una lunga serie di leggendari idoli norvegesi. Ho sempre ammirato Ståle Sandbech, Mikkel Bang e Alek Østereng perché venivano tutti da posti vicini a dove vivevo io ed erano tutti troppo bravi. Ora competere è così bello per me, e ciò che mi motiva a continuare a farlo è quello di spingere i miei limiti e cercare di perfezionarli.

 

Ti spingi davvero tanto nelle rotazioni nei trick e porti il tutto ad un nuovo livello, ma con uno stile davvero perfetto; Quanto è importante per te lo stile?

Grazie! Penso che sia sempre stato importante per me cercare di mantenere le cose pulite, perché i ragazzi che ho visto crescere avevano uno stile da killer. Questo mi ha fatto venir voglia di implementare un po’ il mio modo di raidare. Quello che penso sia l’aspetto più bello dello stile è che la gente può diventare ugualmente ipnotizzata se vede un switch backside five perfetto (Torgeir Bergrem) tanto quanto se qualcuno facesse un backside 14 da manuale. Quindi, per questo motivo, penso che sia importante cercare di mescolare questi fattori nella misura in cui è possibile durante le gare – e alla fine anche fare grandi giri è una bella cosa.

 

Può dirci come ti trovi con il Pilot?

Il Pilot è il miglior attacco che ho avuto nei piedi. Mi fa sentire più che mai connesso alla mia tavola, e quest’ultima risponde proprio come voglio io.

 

Dove e come pensi che andrà il futuro dello snowboard? Credi che ci sia un limite a ciò che si può fare?

È molto difficile dire dove o come andrà il futuro dello snowboard. Mi sento di dire che, fintanto che lo snowboard avrà riders come Mark McMorris, Red Girard o Sage Kotsenberg nella scena dei contest possiamo tutti sentirci alla grande e non preoccuparci a come o dove lo snowboard andrà a finire.

 

Infine, cosa speri di realizzare con la tua carriera di snowboarder, quali sono i tuoi sogni?

Ho molti obiettivi per i contest, ma alla fine, voglio fare del mio meglio per contribuire allo snowboard come hanno fatto i rider che ho citato poco fa. Voglio continuare a dare il massimo nei contest e fare del mio meglio per filmare il più possibile, e sopratutto divertirmi con tutto questo!