Laax Open 2020

Laax Open 2020

By Federico Mura

Esco dal mio cubo del Rockresort e già nell’aria si sente qualcosa di diverso dal solito. Tavola, scarponi e tutti verso la cabinovia. Basta poco per rendersi conto che ci si trova in un posto speciale: mi aggrego alla coda per i tornelli e guardando sotto le braccia di chi mi stava attorno e vedo solo tavole. Mi giro nell’altra direzione e vedo già un tappeto di snowboard di chi è ancora alla colazione. Non c’è dubbio: Laax è un posto speciale.

E una volta l’anno da cinque anni a questa parte la grande Famiglia si ritrova in questo posto, per un evento che ormai come notorietà ha quasi raggiunto gli Xgames. Parliamo dei Laax Open, e oggi è proprio il giorno della finale. Venerdì. Precisamente finale di slopestyle. Questa volta il designer Lucas Kuppelwieser e il suo team di shapers hanno fatto un lavoro a dir poco impeccabile. Certo la location dà sicuramente una mano: shapeare un kicker che lancia direttamente sul panorama dell’immensa vallata di Laax ha decisamente un suo effetto scenografico. Ma detto ciò ogni linea è perfetta. Ogni angolo calcolato alla perfezione e ogni feature studiata appositamente per far gola a ogni singolo pro rider sulla faccia di questa terra.
Sembra quasi che il mondo dello snowboard che conosciamo prenda un altro taglio. Una volta entrati nei cancelli della zona pre-gara si può percepire un’atmosfera diversa. Diversa da tutto ciò che siamo abituati a vedere su YouTube e nei feed dei nostri modelli aspirazionale. Qui si tratta di una delle più importanti competizioni del mondo. E quella è una gabbia con una sola via d’uscita. E quella via d’uscita ha centinaia di migliaia di occhi puntati addosso, senza un ciak n°2.
Gli approcci alla tempesta di emozioni prima della run sono diversi. Staale è stranamente pacato e si limita a guardare gli altri riders dal maxischermo e commentarlo con Spenny. Seb Toutant è chiuso nella sua bolla di concentrazione dietro la sua maschera specchiata mentre Fridge si aggira con aria serena e saluta chiunque gli si pari davanti con un sorriso più che rilassato.
E tu da giornalista puoi solo osservare, dimenticandoti delle centinaia di domande che vorresti fare a ognuno di loro.

Due manches, la migliore conta. Le prime riders a scendere in campo sono le ladies. Griglia di partenza con un’assente importante dal nome di Anna Gasser, che essendo impegnata in altri progetti non sta prendendo parte in competizioni. Il livello di quest’anno è altissimo, e le ragazze settano a fuoco le feature del NoName Park.
Duecento metri di lunghezza, quando lo standard è tra i centotrenta e i centocinquanta; 22,6 piedi invece dei regolari 22 per quanto riguarda l’altezza. Stiamo parlando del superpipe che si affaccia sulla vallata proprio di fronte Galaaxy building di Laax. Questi numeri fanno sì che si sia guadagnato il titolo dell’halfpipe più grande del mondo. I duecento metri di lunghezza, oltre a renderlo incredibilmente immenso alla vista, lasciano spazio ai rider per una progressione, mettendo una marcia in più allo spettacolo. Spettacolo che è reso ancora più magico dalle luci dei lampioni che puntano i riflettori direttamente sulla gara.
L’halfpipe è la specialità più storica per quanto riguarda le competizioni; fino da quando lo snowboard è entrato nelle Olimpiadi è sempre stato protagonista della specialità, e chi ha mai avuto la fortuna di assistere dal vivo ad una di queste gare, può facilmente capire il perché.

È il turno del “king”, che oggi veste il pettorale giallo dato che è al comando della classifica mondiale. Le aspettative date da quel colore e il gradino più alto del podio conquistato nel 2019 di fronte allo stesso pubblico fa si che le aspettative siano alle stelle. Tutti gli occhi sono rivolti verso il centro del tubo in attesa di vedere cosa il rider australiano abbia in serbo per la finale. Drop in switch. Tail rivolto verso il muro di destra, e Scotty lancia niente meno che uno switch backside 1260, uno dei trick più tecnici e difficili da fare in un pipe. Laggiù in fondo è rimasto ancora un po’ di spazio, e cosa sceglie Scotty? Un fantastico front double 1440: trick mai chiuso da Scotty James in una competizione.
In conclusione, incoronati re e regina dello slopestyle rispettivamente Sebastien Toutant e Julia Marino, e per quanto riguarda l’halfpipe, Scotty James e la rider spagnola Queralt Castellat.
Cosa dire di questo Laax Open; come conclusione, come tutti gli anni non ha deluso le aspettative. Se proprio vogliamo mettere i puntini sulle i l’unica cosa in più che poteva fare comodo poteva essere un bel carico di neve fresca per godersi i fantastici boschetti e le linee di freeride delle alpi svizzere come l’anno scorso. Ma tolto questo, i Laax Open possono essere l’occasione perfetta per shreddare un park shapeato alla perfezione, mentre là sotto girano i maestri della tavola a caccia della gloria del primo gradino del podio. E poi perché no, se siete fortunati potrete trovarvi per caso a tenere in mano un boccale di birra al Riders Hotel di fronte ad uno dei suoi ospiti più illustri.