Moioli vince la terza Coppa del Mondo

Moioli vince la terza Coppa del Mondo

By Camilla Pizzini & Denis Piccolo

Michela Moioli vince la terza Coppa del Mondo e non ha nessuna intenzione di fermarsi.

Abbiamo deciso di intervistarla e porle alcune domande non solo sulle emozioni e le soddisfazioni attuali, ma anche alcune riflessioni sullo snowboard e il suo futuro.

Cosa si prova a vincere la terza coppa del mondo?

Sicuramente vincere la mia terza coppa del mondo è un grandissimo traguardo che tanti atleti non sono riusciti ad ottenere, infatti ne sono veramente molto, molto contenta. È un grandissimo obbiettivo che avevo da tutta la stagione e quindi sono fiera di me stessa.

 

Credi che lo snowboard sia uno sport maschilista?

Credo che lo snowboard non sia uno sport maschilista sopratutto negli ultimi anni è cambiato tanto e noi donne abbiamo sempre preso un po’ più di posizione. Sicuramente noi donne dello snowboard cross con il fatto che corriamo sulle stesse piste degli uomini questo ci fa onore, sopratutto perchè le piste sono impegnative e ci diamo da fare.

 

Quali sono gli sponsor che ti sostengono?

Ho diversi sponsor, alcuni sono bergamaschi, alcuni sono lombardi e altri italiani. Ad esempio lo sponsor che ho sulla testa è Zentiva che è una azienda farmaceutica internazionale che ha deciso di sponsorizzarmi negli ultimi quattro anni. Poi sulla tavolo ho lo sponsor Livigno che è diventato ormai la mia seconda casa dove mi alleno e mi preparo durante la stagione e amche durante l’estate. Poi ho Despe che è un’azienda bergamasca di demolizioni speciali. Inoltre ho tutti i miei vari sponsor tecnici tra cui Kask, che è un’altra azienda Bergamasca che insieme a Koo è il marchio delle maschere e dei caschi, Infine ho Level che mi sponsorizza per quanto riguarda i guanti e K2 che mi da attacchi e scarponi e Oxess per la tavola.

 

Credi che lo snowboard cross sia un po’ bistrattato dai brand che puntano invece molto sulle gare slopestyle?

Sicuramente spesso lo slopestyle viene più considerato, ma in Italia molto meno, invece lo snowboard cross sta prendendo sempre più piede e viene considerato un vero e proprio sport di azione e velocità. Mentre lo slopestyle è più invece ad uno sport di esibizione.

 

Hai avuto alcuni infortuni negli ultimi anni, come li hai superati? Come hai reagito alla paura di non recuperarli?

Negli ultimi anni ho avuto qualche infortunio. Nel 2014 ha rotto il ginocchio alle Olimpiadi e questo è stata una sorta di rampa di lancio per gli anni successivi. L’anno scorso ho rotto un menisco però non è stato un intervento particolare e si, sicuramente ho un ginocchio che non al 100%, ma ci lavoro nella maniera corretta in modo tale che sia allo stesso livello dell’altro.
Non ho mai avuto paura di non ritornare a fare snowboard perché comunque credo che ci si può far male a fare qualsiasi cosa, ma se si fanno le cose con la testa invece non si hanno problemi.

 

Lo snowboard oggi ha due facce. Per molti significa libertà, viaggiare, esplorare luoghi e montagne nuove, immersi nella neve e nella natura. Altri invece lo vogliono far diventare a tutti i costi uno sport con regole e vincitori. Qual’è il tuo pensiero?

Per me lo snowboard è libertà, è freeride, neve fresca, salti ed uscite con gli amici. Adesso che viene il fine stagione sarebbe bello andare con tutti mie amici a fare snowboard, ma purtroppo siamo chiusi in casa. La seconda parte per me sono le gare che sicuramente sono un’altra parte importantissima e credo che non ci sia cosa migliore del fatto di essere riuscita a trasformare la mia passione per lo snowboard e per la montagna nel mio lavoro.

 

Pechino 2022?

Pechino 2022 è uno dei prossimi obiettivi tra due anni e stiamo lavorando per arrivare lì al top della forma.

 

Un messaggio per tutte le ragazze che fanno snowboard?

Sicuramente è quello di credere nei propri sogni e in questo bellissimo sport che sicuramente nei prossimi anni andrà sempre di più. È uno sport bello, divertente, di gruppo, di compagnia e mi raccomando fatelo e credeteci perché se si sogna in grande si arriva lontano.